Digital Health, la rivoluzione è iniziata

18 Gennaio 2022

La pandemia ha impresso un'accelerazione al cambiamento del settore sanitario e, nei prossimi anni, si imporrà una nuova normalità all'insegna dell'approccio digital.

Il digitale sarà un elemento imprescindibile per sostenere le due direttrici che il recente Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza individua come fondamentali per il rafforzamento complessivo del Sistema Sanitario Italiano: lo sviluppo di una rete territoriale più vicina al cittadino e l’ammodernamento delle dotazioni tecnologiche del SSN. Più assistenza di prossimità e telemedicina quindi, per rimettere al centro il fattore territoriale con un orientamento più efficiente e integrato, ma anche una pervasiva diffusione di strumenti informativi e digitali, per pensionare prassi inadeguate e cambiare volto alle strutture di cura.

Tutti gli attori - pazienti, operatori sanitari, aziende dell'e-health - saranno coinvolti da un cambiamento che promette di restituire ai cittadini una sanità digitale realmente strutturata, meno ancorata a sperimentazioni locali.

Ma la strada verso una Digital Health in cui l'utilizzo delle tecnologie digital diventa maturo in tutti i suoi aspetti è ancora un po' in salita, come dimostrano i dati di una ricerca dell'Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità del Politecnico di Milano dello scorso anno. La consapevolezza, ad esempio, che le soluzioni tecnologiche possano fare la differenza per la sostituzione delle terapie tradizionali con quelle digitali c'è, ma un direttore di un'azienda sanitaria su quattro si dichiara “incerto”: la scarsa conoscenza della validità clinica delle soluzioni e un mercato ancora immaturo costituiscono una barriera, anche se rilevante resta la chance di monitorare il paziente con continuità.

Anche sul fronte telemedicina, non mancano le opportunità: come indicava l'indagine del Politecnico, le sperimentazioni erano in aumento già nel 2019 e hanno subito un'accelerazione dovuta all'emergenza. Il tema è sempre più presente nell'agenda dei direttori sanitari delle aziende e costituisce una sorta di spartiacque tra chi già innova, chi si dice pronto a farlo e chi ancora attende.

Le grandi potenzialità delle soluzioni e dei prodotti di digital health possono esprimersi al meglio però solo in uno scenario dove la Medicina Generale venga integrata nei percorsi di presa in carico dei pazienti sul territorio.

L'evoluzione dei modelli organizzativi della medicina territoriale spingerà le aziende ad abbracciare nuove sfide in termini di progettazione e sviluppo ma anche di relazioni e partnership con soggetti pubblici e privati. La sanità che verrà sarà digitale ma i temi sono più ampi del mero sviluppo di nuovi strumenti tecnologici e investono aspetti normativi, standard qualitativi, procedure di procurement, ecc.

Una certezza però c'è: anche l'orizzonte di attesa del pubblico è cambiato. Come conferma una recente indagine promossa da Confindustria Dispositivi Medici, sul sentiment degli italiani verso il Sistema Sanitario Nazionale a un anno dalla pandemia, il 90% degli intervistati ritiene che gli investimenti futuri dovranno essere indirizzati all' assistenza domiciliare, mentre per l’84,6% del campione il miglioramento del Servizio Sanitario Nazionale passa dal rinnovamento dei macchinari e delle tecnologie presenti in ospedale.

C’è insomma molto da fare e il mondo industriale e professionale è pronto per supportare questo percorso e confidiamo tutti di poter avviare dei percorsi di partnership tra pubblico e privato strutturati e strategici, per fare squadra e vincere tutti insieme questa sfida.

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