Cos’è la Digital Health?

19 Gennaio 2022

La Digital Health, o sanità digitale, è un concetto vasto e multisettoriale, derivante dall’intersezione tra l’insieme delle discipline relative all’assistenza sanitaria, la tecnologia e la trasformazione digitale.
Rientrano in tale definizione la progettazione e l'impiego di dispositivi indossabili, la mobile health, la telemedicina, l’impiego di big data, AI, machine learning e, più in generale, tutta la tecnologia d’informazione e di comunicazione in medicina e in altre professioni sanitarie.

La Digital Health è applicabile alla prevenzione, allo screening, alla gestione delle malattie e dei rischi per la salute, alla promozione del benessere, fisico e mentale, allo scopo di guidare un’evoluzione dell’assistenza sanitaria:

• Migliorandone l'accesso e la qualità
• Riducendone le inefficienze, gli errori
• Efficientandone i costi
• Abbattendo le disparità sanitarie
• Fornendo ai pazienti un servizio personalizzato
• Migliorando l'esperienza di tutti gli stakeholder dell’ecosistema salute.

Numerosi studi confermano come l'uso della Digital Health, attraverso dispositivi digitali e smartphone, consenta tanto ai soggetti sani, quanto ai pazienti, di comunicare e controllare meglio la propria salute e il proprio benessere. Il monitoraggio della pressione sanguigna e della glicemia, la gestione e regolarizzazione dell’assunzione dei farmaci o il tracciamento della quantità di attività fisica sono solo alcune delle app disponibili, in un portfolio in costante crescita e che, nel dettaglio comprende:

• Telerilevamento e dispositivi indossabili (wearable)
• Telemedicina e informazione sanitaria
• Teleassistenza sanitaria domiciliare
• Intelligenza Artificiale (AI), analisi di dati e modellazione predittiva
• Strumenti di rilevamento e monitoraggio comportamentale riguardo a salute e benessere
• Piattaforme di cartelle cliniche digitalizzate
• Strumenti di bioinformatica legati all’approccio “multi-omico” della patologia (genomica, proteomica, metabolomica, lipidomica)
• Social media medici
• Portali di comunicazione medico-paziente
• Diagnostica e compliance
• Sistemi di supporto decisionale
• Imaging

Alcune applicazioni della Digital Health nella prevenzione e diagnosi sono, ad esempio, l’impiego di tecnologie di imaging per monitorare i cambiamenti cutanei che permettono, attraverso l’analisi e comparazione di immagini ad alta risoluzione, un’individuazione precoce e accurata dei tumori della pelle.

Un altro esempio è l’impiego dell’AI e il deep learning in oftalmologia, già attualmente impiegate nella pratica clinica per rilevare i difetti visivi causati dal diabete, quali retinopatia ed edema maculare diabetico.
E ancora, nell’ambito del care delivery, l’impiego di assistenti virtuali che aiutano i medici e le strutture ospedaliere nell’organizzazione e gestione dei processi amministrativi, oppure sistemi di somministrazione per l’insulina, in grado di facilitare, in modo “intelligente”, la gestione del diabete.

Inoltre, software e dispositivi che incoraggiano, o permettono, il mantenimento di uno stile di vita sano, quali ad esempio interventi di invio di SMS automatizzati o notifiche via APP, via telefono, per incentivare l'automonitoraggio della pressione sanguigna nei soggetti con ipertensione, o l'aderenza ai farmaci, ad una dieta sana, all'esercizio fisico o alla gestione dello stress, o app che permettono di aiutare a smettere di fumare.
Un ulteriore esempio di AI nella diagnostica a supporto della decisione clinica sono, in ambito endoscopico, algoritmi a disposizione dei gastroenterologi nel corso della colonscopia, allo scopo di evidenziare aree con caratteristiche visive compatibili con vari tipi di anomalie, per la diagnosi precoce dei tumori al colon-rettale.
Oppure software che permettono di diminuire gli errori diagnostici o che, attraverso l’analisi di questionari, permettano di individuare errori di valutazione nel corso di visite mediche e la gravità di percezione di questi, da parte dei pazienti.

La Digital Health non è quindi solo telemedicina, teleconsulto, telemonitoraggio, fascicolo sanitario elettronico e cartelle cliniche digitalizzate, ossia le applicazioni più conosciute della sanità digitale, ma molto di più.

Tutte queste tipologie di sviluppo tecnologico, di cui gli esempi citati rappresentano solo una piccola parte, sono finalizzate alla realizzazione della cosiddetta ”Biblioteca sanitaria personale”, una rappresentazione completamente digitale della salute del singolo individuo, unico punto di accesso sicuro alle informazioni sanitarie individuali, la cui multidimensionalità può consentire, al singolo, di assumere un ruolo centrale nel prendere decisioni più informate riguardanti la sua salute, fornire ai suoi operatori sanitari e caregiver strumenti informatici che supportano la raccolta e l'interpretazione delle conoscenze raccolte e, alla collettività, progressi nella prevenzione, screening e diagnosi precoce delle malattie, nella personalizzazione della medicina e, in ultima analisi, delle cure, con un efficientamento di risorse e di tempo che, in ambito salute, spesso si traduce in miglioramento della qualità di vita del cittadino.

A rallentare, purtroppo, l’introduzione su larga scala di questo processo, iniziato alla fine degli anni 90 con il nome di e-health, o sanità elettronica, vi è l’evidente ritardo nell’aggiornamento tecnologico dell’ecosistema sanitario rispetto ad altri settori quali, ad esempio, quello finanziario o dei trasporti, che hanno già ampiamente incorporato le tecnologie digitali nei propri flussi di lavoro.

La ragione di questo ritardo va storicamente ricercata in fattori di tipo economico, normativo, istituzionali e di formazione, e non prettamente di sviluppo tecnologico.

Cruciale è, ad esempio, il supporto e la rimborsabilità da parte del governo e delle agenzie assicurative e, al tempo stesso, il dimostrare il reale valore dell’introduzione di questi strumenti rispetto, e in complementarietà, agli interventi attuali di monitoraggio, screening, prevenzione e cura, dimostrando miglioramenti nell’efficienza della spesa.

Inoltre, la maggior parte degli strumenti sanitari digitali non è ancora validato clinicamente e, sebbene rappresenti un mercato in fermento da alcuni anni (si stima che solo nel 2021 siano state rilasciate circa 90 mila nuove applicazioni), le soluzioni tecnologiche certificate ed impiegate nella pratica clinica sono solo poche centinaia.

Se l’efficacia e potenzialità di questa vasta tecnologia non sono più oggetto di discussione, la sua introduzione nel percorso diagnostico e assistenziale, in maniera democratica e indifferenziata per patologia, età dei soggetti e regione di provenienza, può portare a grandi progressi in termini di praticità, accessibilità e a risultati migliori, sia per i pazienti che per l’ecosistema salute, e consentire, grazie ai dati raccolti, di monitorare, istruire e adattare i regimi terapeutici più efficaci ad un numero sempre maggiore di pazienti, nonché di incentivare una costante prevenzione nei soggetti sani.

Esiste un'opportunità tempestiva per lo sviluppo della Digital Health e i tempi sono maturi per il cambiamento.

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